Dietro i grandi numeri di quello che ormai è uno dei brand italiani più conosciuti al mondo e più seguiti sul web, si nasconde una donna che parla della sua azienda come di una “famiglia”, che non teme di mostrarsi per quella che è, smagliature comprese durante la gravidanza e che spiega come è cambiato il suo lavoro, grazie anche alla nascita dei social. Ma che soprattutto lancia un messaggio di autenticità a tutte le donne

In occasione del compleanno del celebre mattoncino, celebrato il 28 gennaio, abbiamo raccolto alcune immagini di archivio che ne raccontano l'evoluzione. In occasione dei suoi primi 60 anni, abbiamo anche raccolto 29 curiosità su quello che è stato definito dalla rivista Fortune il "Giocattolo del secolo": set più costosi, vendite record, collezionismo...

Schermate da grandi occhiali anni Settanta dalle lenti fumé, vestite di tessuti stampati, staremo davvero comode nella nostra poltrona pop, attorniate da cuscini ricamati a motivi geometrici e paraventi ricoperti di carta da parati?
Quello che sembrano suggerirci i grandi marchi della moda stavolta non è l’innovazione a tutti i costi, la veloce sostituzione del guardaroba, ma al contrario è di guardare indietro col loro e riappropriarci del nostro passato stilistico. Trend, questo, che si ripropone anche nella bellezza. Una sorta di autocannibalismo simbolico, che solo i brand storici come Gucci, Hermes, Hermes, Saint Laurent, Dior, Balenciaga, Chanel, per citarne alcuni, possono fare, e che genera degli interrogativi. Solo le case con una lunga tradizione alle spalle infatti possono, in modo più o meno autentico, riproporre i propri pezzi icona, prontamente rieditati per essere immessi sul mercato, o inventarne di nuovi, guarda caso appena usciti dall’archivio, con una storia credibile che faccia sognare il consumatore.


Da dove nasce questo bisogno di voltarsi indietro? L’alternarsi e sostituirsi velocissimo delle mode, l’incapacità di inscatolare un trend, di portarlo in passerella, senza che si sia già ibridato con altro e volatilizzato o che sia stato captato dalla catena Fast (and Furious) Fashion, potrebbe aver costretto chi le tendenze per mestiere le racconta e le reinterpreta a prendersi una pausa di riflessione. Il ralenti però non riguarda tutti: il consumatore, in quanto tale, deve continuare ad acquistare.